Il Teatro Greco

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Si è sempre affermato che il teatro ebbe la sua prima forma in Grecia, ma bisogna rendersi conto che la nascita di questo è da attribuire alla comparsa dell'uomo sulla terra, visto che già nei tempi primitivi avvenivano cerimonie funebri: veri e propri riti! E' giusto dire che dobbiamo alla Grecia la nascita della Tragedia e del Dramma e che grazie ad essa il teatro ha avuto un grande trampolino di lancio per diffondersi ben presto prima in Europa e poi nelle altre parti del globo terrestre. Il termine "Tragedia" significa "canto del capro" che veniva rappresentato nell'inno in onore del nume: il Ditirambo. La tragedia indica il sacrificio del capretto. Questo inno era in principio improvvisato, poi si ebbe una forma in versi e Dirone fu il primo a realizzarne una. Il rito prevedeva la presenza di un Coro che cantando, narrava e celebrava le gesta del nume. Successivamente il Coro si divise in due Semi cori: queste parti dialogavano fra di loro tramite i Corifei (capi-coro) che, insieme ad un risponditore che emulava il nume, davano vita ad una vera e propria rappresentazione. In questo contesto si ebbe una primitiva forma teatrale, che prese piede grazie alla prima tragedia scritta nel 534 a.C. da Tespi, autore-attore e inventore del carro mobile. Seguì poco dopo Eschilo, che inserì nella scena un secondo attore: nacque così il "Drao" (Dramma) che stava ad indicare la rappresentazione del conflitto fra gli attori. Il pubblico partecipava in massa e si disponeva attorno al rito stando in piedi, una posizione assai scomoda per chi si trovasse in fondo, poiché non riusciva a seguire la vicenda. Per ovviare a questo problema, si pensò di sfruttare il declivio di una collina, collocando gli spettatori in scalinate disposte a semicerchio dietro al coro, che fu spostato leggermente in dietro per dare spazio agli attori. L'edificio teatrale fu realizzato in muratura, primo fra i quali quello di Dionisio, nel 496 a.C., dal quale presero spunto i successivi teatri del mondo, ed era composto dai seguenti elementi: 1) Kòilon = divisione in settori di semicerchi concentrici a gradinata; 2) Orchestra = sede del Coro; 3) Pàrodoi = due ingressi del Coro, a sinistra e a destra; 4) Proskènion = palcoscenico dove agiscono gli attori; 5) Skenè = la scena; 6) Dietro la skenè = camerini per gli attori e ripostiglio per gli attrezzi (Scenoteca). Gli attori erano tutti uomini, anche nelle parti femminili, ed usavano calzature, maschere e imbottiture per rappresentare eroi superiori alla comune umanità. La maschera era molto importante perché, oltre a dare al pubblico un'idea della rappresentazione, rafforzava la voce dell'attore amplificandola. Il coro era la voce del poeta, che commentava il susseguirsi delle vicende. La scena consisteva in un palazzo in muratura che il pubblico doveva interpretare a seconda delle storie; inoltre c'erano delle quinte triangolari girevoli, dette "Periatti", che permettevano alla scena di mutare in parte. I personaggi non avevano bisogno di un sipario perché entravano e uscivano dall'edificio stesso. Gli attrezzi usati in principio erano molto rozzi e fra i più utilizzati sono da citare: l'Ekkyklema, una piattaforma mobile; la Mechenè, per far volare nel cielo gli dei ed altri eroi; il Theologhèion, mobile per far apparire il luoghi elevati gli dei;il Brontèion per simulare i tuoni, ed il Keraunoscòpeion per i lampi. Il dramma greco comprende quattro forme: 1) Tragedia; 2) Dramma satiresco; 3) Commedia; 4) Mimo. I greci solevano organizzare dei tornei di recitazione, dove i lavori (tre per il dramma e cinque per la commedia) venivano giudicati da alcune persone presenti nel pubblico, scelte casualmente. Una rappresentazione di questa importanza comportava un aumento di spese, fu per questo che nacque l'idea di far pagare al pubblico un biglietto d'ingresso. Tra i più grandi scrittori greci ricordiamo: Eschilo, che compose "Le Supplici" (490 a.C.), "I Persiani" (472 a.C.), "I sette contro Tebe" (476 a.C.), "Prometeo incatenato" e molte altre opere; Sofocle, che scrisse centoventitre drammi e alcune tragedie, fra le quali ricordiamo "Antigone", "Edipo Re", "Elettra" ecc. Inoltre inserì sulla scena un terzo attore; Euripide scrisse novantadue drammi e alcune tragedie, dei quali citiamo "Alcesti","Andromaca" ed altri, che si completeranno con il dramma satiresco "Il Ciclope". Particolare importanza ebbe anche Aristofane, rappresentante della commedia attica antica con i suoi scritti ricchi di istinto, di imitazione e d'amore per la caricatura. Con Menandro nasce la commedia attica nuova ma di lui non ci rimangono che pochi frammenti di "L'arbitrio", "La volubile", "Il bugiardo", "Il falso Ercole", "L'odioso", ed altri ancora.

Dionisio - Grecia

Efeso - Turchia

Epidauro - Grecia

Taormina - Italia

C'era una volta Rugantino Così è (se mi pare) Il tempio dell'imperatore Aegyptvs Senza aver paura